Tuesday, June 06, 2006

Eolo l'auto ad aria va in fumo?

Eolo, l’auto ad aria va in fumo
La società licenzia i dipendenti
http://www.giornaletecnologico.it/hitech/200512/05/43932a0507aae/

Doveva essere l’auto capace di risolvere tutti i problemi di inquinamento delle grandi città europee e invece, non si sa per quale motivo, non vedrà mai la luce. Eolo, l’auto ad aria compressa in grado di percorrere ben 200 chilometri con un pieno che sarebbe costato all’automobilista poco più di 70 centesimi di euro, non vedrà mai la luce. La società italiana si difende scaricando di fatto le proprie colpe su chi non ha mai inviato i macchinari per produrre l’auto e su quelle persone che, pur dovendo, non hanno mai verificato i veri rendimenti della vettura.

Ma per quale motivo chi avrebbe dovuto avere tutte le ragioni di incassare milioni di euro da un’invenzione del genere ha abbandonato il progetto senza neppure tentare di portarlo a termine? In tanti sul Web puntano il dito contro le multinazionali del petrolio. Queste, infatti, sarebbero le uniche a subire ingenti danni economici dall’eventuale lancio di un tale sistema di locomozione.

>>>I video dell'auto ad aria

Intanto i soci della Eolo Auto Italia hanno perso la pazienza, e dopo aver investito circa 6 milioni di euro hanno deciso di far causa alla francese MDI. La società, infatti, si trova costretta a licenziare i suoi 74 operai tenuti per un lunghissimo periodo in cassa integrazione. "Abbiamo dato mandato a uno studio legale di citare la società in tribunale - ha detto Giuseppe Bussotti, presidente e amministratore dimissionario - perché non hanno rispettato il contratto". La causa, ha aggiunto Bussotti, dovrebbe svolgersi in Lussemburgo. Gli operai, ha spiegato Bussotti, "sono sul libro paga della Eolo, ma non sono stati pagati, perché ci sono queste difficoltà. Dobbiamo licenziarli: come possiamo pagare 74 persone senza produrre nulla?”. "Ci sono stati consegnati solo alcuni macchinari - ha detto l'ex presidente Giuseppe Martellucci - ma non le distinte dei pezzi, dunque non si è mai potuto produrre nulla".

La società "ha bisogno di sospendere il progetto in Italia", pur se la Eolo ha "un'evoluzione tecnica all'avanguardia" e "il motore è di grandi livelli – ha commentato Martellucci - ci basterebbe per andare sul mercato". Per Bussotti, invece, il problema principale è un altro. I tecnici della MDI "non sono mai stati in grado di dirci i veri rendimenti dell'Eolo", cioè di indicare l'effettiva autonomia dell'auto con un "pieno" d'aria. "Non sono un tecnico - ha aggiunto e concluso il presidente - ma secondo me non riescono ancora ad avere rendimenti importanti, non hanno ancora trovato il modo di trasformare e conservare la potenza. Le speranze di poter arrivare a produrre l'auto ci sono ancora, ma siamo onesti: è probabile che non potremo farlo".

E la MDI cosa sta facendo? La società francese, nei primi mesi del 2005, ha lanciato un nuovo prototipo ribattezzato non Eolo ma CATs (Compressed Air Technology Systems). L’auto, identica nella tecnologia al modello che sarebbe dovuto esser lanciato in Italia, vedrà la luce nel primo semestre del 2006 anche se, si legge sul sito ufficiale della casa, il planning non è ancora completamente definito. "In condizioni finanziarie sufficienti resteranno allora circa 12 mesi di lavoro sulla MiniCATs, prima di accelerare la fase d'industrializzazione".

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